giovedì 6 maggio 2010


UN MOMENTO DI FELICITA'
(1977)

sabato 1 maggio 2010

Il primo maggio

Oggi mi sono meravigliata vedendo che la prima pagina di Repubblica non dava nessun titoletto con riferimento alla "festa dei lavoratori". Però tutto sommato è stato positivo perchè mi ha fatto un po' riflettere su come il mondo del lavoro è cambiato negli ultimi anni, ed anche su quanto mi sento di essere stata illusa e quanto io sia stata credulona su certe utopie di "ridistribuzione delle ricchezze".
Forse anche anni fa c'erano i mezzi per rendersene conto, ma allora la soddisfazione di essere in tanti a manifestare ci faceva sentire forti e non sentivamo il bisogno di approfondire. Ora ci sono tanti mezzi di informazione: troppe notizie, è difficile farne una sintesi. Quindi mi sento seduta sulla sponda a guardare il fiume e astenuta nello stesso tempo.


lunedì 19 aprile 2010

ISLANDA non solo nubi vulcaniche






Reykjavik 2006









Snaefellsness





Laguna glaciale di Jokurlsarlon (i ghiacci sono anneriti da precedenti nubi vulcaniche )
















Villaggi pescatori










Colata lavica









Geyser






















solfatara di Namaskard







Nubi del vulcano Eyjafjallajokull





lunedì 12 aprile 2010

Donazioni


Ricevo, come molte altre persone, lettere richiedenti donazioni per le cause più varie: spesso riguardano bambini bisognosi di tutto. Naturalmente vengo colpita dalle immagini e sento profondamente l'ingiustizia che colpisce chi nasce in certe aree del mondo.

Però le richieste sono tante, riguardano anche le malattie che più ci flagellano, ed anche a queste problematiche illustrate è difficile restare indifferenti. Poi ci sono le innumerevoli onlus tipo Emergency o Medici senza frontiere di cui apprezzo il lavoro. Ed il quesito che spesso mi pongo è se dare il mio (certo piccolo contributo) a una grande organizzazione, che però spende grande parte della raccolta per sorreggere se stessa o ad una piccola che a sua volta possiede meno strumenti per riuscire nei propri intenti.



Una scelta però sono riuscita a farla: quando ricevo lettere voluminose, piene di cartoline, blocchetti appunti con indicato il mio nome, biglietti natalizi, pasquali che, malgrado il pessimo gusto, saranno costati comunque diversi euro, rimando il tutto al mittente. Compro una grossa busta, scrivo una lettera spiegando
i motivi e chiedendo di non inviarmi più nulla, vado alla posta
per mettere un'affrancatura adeguata e per effettuare un'invio più veloce. Faccio una cosa stupida? Forse, ma alcune di quelle richieste hanno un odore di imbroglio e cestinare semplicemente, mi sembrerebbe di buttare via tutti quei visi di bambini, che vengono spregiudicamente usati.

Lo so che è difficile cercare un'etica in tutte le cose, ma, quando mi sembra di dare una risposta giusta, mi sento meglio e "partecipante".


domenica 11 aprile 2010


Lucca e il caffè macchiato



Ho abitato saltuariamente a Lucca dal 2000 al 2006, avevo un bellissimo appartamento in via del Gallo, una viuzza medioevale dove potevano transitare solo mezzi piccoli ed a orari ben definiti.
Uscivo dal portoncino verde borchiato e mi sentivo proiettata nel 1300 (epoca della maggior parte delle abitazioni ) quando però entravo nei negozi l'impressione di straniamento era ancora maggiore. Pensate, in un grande emporio di oggetti di plastica per la casa, con il distributore di numeri -vista l'alta affluenza delle persone-, ho visto far provare ad un anziano almeno cinque o sei guanti di plastica (del tipo per faccende domestiche) sino a quando il cliente ha trovato quello giusto per lui. Impensabile a Milano!
La città è piuttosto cara, è una città turistica che cerca di spremere come può, ma la qualità è quasi sempre alta e forse si trova una qualità maggiore nei ristoranti o self service dall'aspetto più semplice. Anche dagli ortolani, oltre la frutta e verdura di ottimo aspetto, si potevano trovare verdure cucinate in modo goloso, e non voglio descrivere le panetterie: tanti tipi di pani e di focacce: una delizia. Tra le mie bevande preferite c'era l'immancabile caffè macchiato. Intendiamoci niente a che vedere con quelli che ho già descritto a Milano.
Innanzi tutto veniva fatto in tazza grande (tipo caffè americano) ed il latte di ottima qualità e cremoso, veniva versato senza risparmio, era quasi un cappuccio.
Quindi quando ho letto su la Repubblica, il solito articolo riempi pagina, che a Lucca il caffè macchiato veniva fatto pagare dieci centesimi in più l'ho trovato del tutto naturale! Anzi ho cominciato a notare che a Milano il caffè viene macchiato meno di prima, e mi aspetto un aumento qui sì ingiustificato, se si riferisce anche al caffè normale.
Da New York a Sydney ed in altre capitali del mondo il caffè chiamato all'italiana "macchiato" costa un poco di più , ed ormai lo sanno fare bene come in Italia, merito degli esportatori italiani di macchinari per il caffè e di prodotti che non si sono limitati a vendere i prodotti, ma hanno fatto scuola, che qui da noi a volte manca.

mercoledì 31 marzo 2010



Astensionismo elettorale


Sono andata a votare domenica scorsa, anni fa non mi perdevo un'elezione e regolavo le mie vacanze anche in base a queste. Da qualche tempo non lo faccio più: se sono a Milano ci vado, altrimenti non mi faccio più problemi di "doveri".

Alle scorse politiche ero in Australia avevo votato mentalmente ed il mio candidato ha perso.

Questa volta il mio candidato ha perso comunque malgrado la mia presenza. Quindi per quanto mi riguarda penso che anche l'astensionismo sia più per indifferenza o disamore che per protesta.

lunedì 29 marzo 2010

Tortine della nonna e junk food




Ho letto spesso in questi giorni articoli sui giornali che accostavano il "cibo spazzatura" (junk food) all'obesità, e che, tra l'altro, gli ingredienti grassi e zuccherini porterebbero ad una dipendenza.

In zona Washington c'è una vecchia panetteria, per intenderci con un bancone, gli scaffali contenitori per il pane e delle mensole che i proprietari riempiono senza troppa cura estetica i dolci e pani speciali di loro produzione. Niente a che vedere con quei negozi che espongono dolcissima merce in locali finto rustico e finto casalingo.
Si comincia in genere col prendere due tortine "al posto della frutta" per la sera ed altre due "per colazione al mattino". Poi, secondo le stagioni, si può variare con i panettoncini o lo colombe monoporzione (si fa per dire sono 150 gr.cad.).




Per continuare sulla panetteria in questione posso anche raccontare che una mia carissima amica vi si è recata per lunghi periodi ad acquistare ogni sera due o tre dolci (non ricordo di quale tipo) che mangiava avidamente prima di mettere piede in casa: il risultato è stato che, con il loro importante contributo, la mia amica è diventata obesa.

Una sera che mi ero decisa un po' tardi al rito della "tortina" ed ho saputo dal panettiere che gliene erano rimaste proprio solo due: perchè un ragazzo che immancabilmente ogni sera ne passava a prenderne due, stranamente non si era fatto vedere (forse stava disintossicandosi).

Questo gioco dei dolcetti mi ha comportato un aumento di 3 kg. in tre mesi, ciò anche alla persona che mi vive accanto.

Un altro cibo compulsivo l'ho sperimentato con degli ottimi biscotti integrali (30 cal. cad.) in pacchettini da sei. Mi si infilavano nella mente e non potevo resistere dal finire, in poco tempo, la confezione per prenderne un'altra. Mi dicevo: "Visto che desidero tanto il cibo dolce, almeno questo è integrale, e contiene poche calorie" ......e via con scatole intere.

Secondo la mia esperienza non è necessario che il cibo sia di scarsa qualità, possono essere anche le merendine casalinghe, i dolci integrali e qualsiasi cosa si voglia trangugiare con voracità per colmare il vuoto che abbiamo dentro a crearci "dipendenza".